Junk Films-2007 è il secondo lungometraggio di Kiyotaka Tsurisaki il famigerato “il fotografo della morte”,  famoso per aver immortalato su pellicola più di un migliaio di cadaveri umani.  Questo macabro primato lo ha portato a girare il mondo, Thailandia, Colombia, Messico, Russia e Palestina sono solo alcuni dei paesi toccati dal “fotografo della morte”.

Junk Films è il secondo capitolo di una trilogia votata all’esplorazione dell’atto finale della vita umana nelle sue forme più macabre e morbose.

Junks films

Se c’è un uomo che ha consacrato la propria vita alla ricerca del macabro si tratta di certo dell’autore di Junk Films Kiyotaka Tsurisaki. Per girare i suoi documentari infatti l’eccentrico film-maker giapponese ha viaggiato per il mondo assistendo a sopralluoghi in scene del crimine in cui si sono svolti delitti particolarmente efferati, filmando la morte portata da cruenti attentati terroristici e partecipando alla riesumazione di cadaveri negli ambienti più disparati, che siano celle frigorifere, antichi cimiteri, o addirittura raccapriccianti ritrovamenti in discariche del terzo mondo.

Junk Films è il secondo capitolo di una trilogia votata all’esplorazione dell’atto finale della vita umana nelle sue forme più macabre e morbose. Il film, distribuito in Italia da Tetrovideo, può essere considerato, almeno dal punto di vista tematico, l’erede di Orozco el embalsamador-2001, primo documentario ad opera di Tsurisaki che esplora la vita di un imbalsamatore operante in una delle zone più povere e violente della Colombia. Come il suo predecessore Junk Films predilige uno stile crudo, senza fronzoli né edulcorazioni in cui la morte viene presentata com’è: triste, squallida, sporca e spesso legata ad una solitudine assordante.

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I corpi che il giapponese imprime su pellicola sono infatti spesso dimenticati, abbandonati, non reclamati, non c’è alcuna velleità romantica nella contemplazione della morte operata da Tsurisaki ma le sue pellicole non scadono neanche in uno sterile approccio scientifico che possa filtrare ciò a cui lo spettatore sta assistendo. Quello offerto da Junk Films è uno spettacolo pervasivo, marcescente, grottesco, un memento mori impresso su celluloide che riesce quasi a far sentire a chi vi assiste l’olezzo della putrefazione che aspetta ogni uomo alla fine della sua strada. Junk Films è un documentario che, con la sua crudezza, spaventa più di qualsiasi film horror.

Andrea Sola

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