Era la classica notte buia e tempestosa quella del solstizio d’estate del 1375. In un imponente castello della provincia di RImini, a Montebello di Torriana, Guendalina, una bambina dai capelli e dagli occhi azzurri, correva per i bastioni con una palla di pezza, tenuta sempre d’occhio da due guardie messe lì da suo padre: il signore locale. La bambina aveva avuto un’infanzia difficile, come poteva esserlo quello di una bambina nata albina nell’alto medioevo: In quell’epoca ricolma di superstizioni, chiunque nascesse con i colori bianchi di un albino era visto come un figlio del maligno, rischiando ad ogni passo di essere linciato da una folla inferocita.

Castello di Montebello 2009 (9)

La madre, per preservarla dalla furiosa ignoranza, tentò il disperato espediente di tingerle i bianchissimi capelli con dei coloranti naturali medioevali che per unico risultato ebbero quello di colorare i capelli della bambina di un azzurro spettrale.

Da quel momento Guendalina fu per tutti Azzurrina. La bambina, sorvegliata a vista, viveva la sua vita in quelle umide mura castellane, senza mai poterne uscire: non solo per tenerla al riparo dalla superstizione, ma anche per tenerla lontana dalla luce solare, nemico numero uno della pelle di ogni albino. Così la bimba crebbe sola, suo unico amico una palla di stracci che soleva far rotolare per le scale e i saloni di pietra della fortezza. Ma quella notte piovosa del primo giorno d’estate, la sua palla rotolò verso l’oscura ghiacciaia del castello (luogo adibito alla conservazione delle vivande), fino a scivolarci dentro. La bimba, senza timore, tentò di recuperarla, ma cadde in quel pozzo oscuro con un urlo. Le due guardie, che l’avevano persa momentaneamente di vista, furolo gelate da quel grido. Scesero nella ghiacciaia e non trovarono più’ la bambina. Azzurrina era sparita nel nulla. Inghiottita per sempre dall’angolo più’ oscuro del castello.

la-leggenda-di-azzurrina

Da quel fatidico giorno del 1370 in poi, ogni cinque anni il 21 giugno, sembra che in quel castello la voce di Azzurrina torni a farsi sentire regolarmente. Questa leggenda sembra circolare nel riminese da secoli: da un mai più ritrovato racconto di un parroco locale, tramandato oralmente fino ai giorni nostri, è stata ricostruita tutta la vicenda che è arrivata così fino ai giorni nostri. Più precisamente intorno al 1989, dopo il restauro del castello da parte degli attuali proprietari, un gruppo di ricercatori del paranormale capitanati da Daniele Gullà indagò sul mistero, riuscendo a scoprire delle inquietanti tracce audio dove sembrano udirsi chiaramente la voce di una bambina che chiama “Mamma” e un lungo grido di paura. Tutte tracce non riconducibili a esseri viventi di alcun genere. Le intercettazioni paranormali nel corso degli anni sono sempre state moltissime e sempre più inquietanti, ed ora il castello è una delle principali attrazioni del luogo, soprattutto in estate dove le manifestazioni spirituali sembrano incredibilmente aumentare di numero e intensità.

La leggenda di Azzurrina porta in quel castello moltissimi tra semplici turisti e appassionati di paranormale: le visite guidate del luogo, oltre a mostrare ogni antro e ogni oggetto misterioso del castello (casseforti che si aprono misteriosamente, quadri che sembrano muovere gli occhi, strane cassapanche pre-islamiche) quando si arriva nel punto della sparizione della bambina, lasciano ascoltare ai presenti le suddette registrazioni, rendendo l’atmosfera del posto se possibile ancora più inquietante. Il tutto alla presenza di un quadro dedicato alla bambina, immerso in una spettrale luce blu, a memoria perpetua del luogo che imprigiona per sempre l’anima e la leggenda di quella povera bambina.

Christiana Di Mauro

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: