Un caso che ha fatto il giro del mondo quello di Lisa Montgomery, la prima donna giustiziata nell’Indiana dopo 70 anni. L’efferato omicidio da lei compiuto non può non ricordare il film À l’intérieur, horror francese ancora oggi ricordato tra i più violenti e brutali mai girati.  

Non accadeva da ben 70 anni che venisse applicata la pena di morte negli Stati Uniti, ma il 13 gennaio 2021 è stata giustiziata con iniezione letale Lisa Montgomery. Nel 2004 uccise  Bobbie Jo Stinnett estraendole il feto che portava in grembo spacciandolo per suo. La donna morì dissanguata e il suo corpo venne ritrovato dalla madre che paragonò le ferite inflitte alla figlia a quelle di un “ventre esploso”.  

Lisa Montgomery

Le luci della ribalta han fatto sì che questo caso di cronaca nera riaprisse il dibattito sul tema della pena di morte, perlopiù in persone instabili mentalmente come lo era Lisa. Sin da piccola subì e assistette ad abusi e torture in famiglia che col tempo si allargarono anche alla cerchia di amici del padre. In carcere ricevette cure psichiatriche intensive e le furono diagnosticati diversi disturbi mentali che portarono Sandra Babcock, consulente del team legale dell’accusata, a definirla “la più spezzata di tutte le persone spezzate”. 

I registi francesi Alexandre Bustillo e Julien Maury potrebbero aver tratto ispirazione da questa vicenda per il loro esordio alla regia, À l’intérieur. Nel film una giovane fotografa finisce nelle mire di una donna che le entra in casa per rubarle il figlio che porta in grembo. E’ un affascinante quanto perverso gioco al gatto e al topo che disgusta, ma da cui è impossibile staccare gli occhi. Insieme a Martyrs, Alta Tensione e Frontiers è considerato uno dei più grandi horror francesi degli anni Duemila.

Una scena di À l’intérieur

Tiziana Panettieri  

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